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Siamo sempre stati sionisti. Ecco perché abbiamo scelto di boicottare Israele.

  23 October 2015

An Israeli soldier detains a Palestinian boy during a protest in the West Bank village of Nabi Saleh in August. (Mohamad Torokman/Reuters) Un soldato israeliano blocca un ragazzo palestinese durante una protesta nel villaggio cisgiordano di Nabi Saleh nel mese di agosto. (Mohamad Torokman / Reuters)

Steven Levitsky è un professore  presso la Harvard University. Glen Weyl è un  professore assistente di economia e diritto presso l’Università di Chicago.
Siamo sempre stati sionisti. Esattamente come per altri ebrei progressisti, il nostro sostegno a Israele si fonda su due convinzioni: la prima che uno stato fosse necessario per proteggere il nostro popolo da un ulteriore disastro; la seconda che ogni stato ebraico dovesse essere democratico, abbracciando così quei diritti universali dell’uomo che i più hanno appreso a seguito della tragica lezione che è stata la Shoah. Le misure antidemocratiche prese affinché Israele sopravvivesse, come l’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza e la negazione dei diritti fondamentali dei palestinesi che lì vivono, pensavamo sarebbero state…

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"Nothing is more precious than peace. Nothing brings more happiness. Peace is the most basic starting point for the advancement of humankind." -Daisaku Ikeda

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